L'intervista della CNN

DONNA SUMMER

"Avere successi é solo lavoro in più"

 

(New York) Donna Summer, la voce della disco music anni '70, ha scritto una biografia, ORDINARY GIRL: THE JOURNEY, in cui svela le difficoltà legate all'essere una superstar. Al culmine della popolarità, la regina della disco pensò perfino di suicidarsi.
Insieme al libro esce un CD contenente tutto il meglio di Donna Summer. Mercoledì (22 Ottobre 2003) Soledad O'Brien della CNN ha incontrato la Summer, per discutere del suo nuovo libro e della sua vita di oggi.

D: Il titolo del libro mi ha sorpreso. ORDINARY GIRL e non QUEEN OF DISCO. Perché?

R: Perché sono solo una persona come tante che ha fatto alcune cose straordinarie. Credo di essere una ragazza normale. L'enfasi comunque é sulla ragazza, non é affatto sulla parte "normale".

D: La tua carriera iniziò in Germania. Andasti lì, lavorando in quattro o cinque musical, credo. Avevi successo. Tornasti negli Stati Uniti e diventasti una stella di prima grandezza. Come ti sentivi all'epoca?

R: Era un po' come trovarsi a Times Square alla fine dell'anno. Vorresti poter tornare a casa, ma non puoi, sei bloccato. E' un momento di grande, grande confusione e molto stressante.

D: Negativo al 100%?

R: Direi che c'erano dei lati positivi. Ma solo il duro lavoro... Quello che devi fare per avere successo é davvero pesante.

D: Nel libro parli di depressione.... Scrivi di come ti sentivi al culmine della tua carriera, quando chiunque avrebbe pensato che avresti detto "Finalmente ce l'ho fatta, sono una superstar!" Ma eri depressa. Contemplavi il suicidio. Eri alla finestra dell'hotel, sporgendo il piede fuori per vedere l'effetto che faceva o forse volevi saltare.

R: No, non stavo vedendo l'effetto che faceva. Mi stavo buttando giù. Non stavo provando. Non lo avevo programmato. L'avevo deciso in quel momento.

D: Ma la cameriera entra e ti ferma, giusto?

R: Sì, esatto.

D: Cosa accadde dopo?

R: Cercai aiuto. E lo trovai. Mi resi conto che la mia depressione era un problema grave e andai da un dottore che mi prescrisse una cura.

D: Alla fine decidesti che la tua carriera doveva passare in secondo piano. Hai dei figli, sei sposata. Quanto fu difficile questo passo? Quando sei circondata, quando hai un successo enorme e sei circondata da un gruppo di gente che ha investito in te e vuole che tu continui a sfornare successi, deve essere dura dire "Ho finito".

R: Nessuno vuole che tu ti fermi, ovviamente perché sei una macchina fabbrica soldi. Ma devi fare la tua scelta e andare avanti. Quindi mi fermai per avere bambini e tutto il resto.

D: Ti sei mai pentita di averlo fatto?

R: No, assolutamente. E' stata la cosa migliore della mia vita.

D: Tu canti ancora e sei sposata da un numero di anni inaudito.

R: Per Hollywood...

D: Hai tre figlie grandi. Che lezioni dai alle tue ragazze? Sono tutte portate per la musica...

R: Sì, credo che ad un certo punto tutte vorranno entrare nel mondo dello spettacolo.

D: Non le guardi mai male e dici, "Oh no, non fatelo"?

R: Assolutamente no. Credo che dovrebbero farlo. Hanno un buon background e capiscono come funziona, sanno che é doloroso e che non é tutto rose e fiori come potrebbe sembrare in superficie. E penso che abbiano la preparazione necessaria per poterlo affrontare.

D: Tu ti esibisci ancora molto, ma non hai più quella serie di successi N° 1 di un tempo. Ce n'era sempre uno dopo l'altro. E' dura o credi di trovarti in una nuova posizione?

R: Veramente negli ultimi anni non ho inciso. Non ho voluto. E anche se ho dovuto trattare con la Sony e adesso sono di nuovo con la Universal, probabilmente presto uscirà un mio nuovo disco. E no, avere successi é solo lavoro in più. Voglio dire, io sono un'artista affermata. In questa fase della mia carriera non mi preoccupa non avere singoli di successo. Sarebbe bello avere un hit single. Ma a questo punto non credo che sia necessario per far continuare la mia carriera.

D: Quanto é stato difficile scrivere un libro dopo tutti questi anni? Avevi una storia - e che storia - da raccontare. Deve essere stato difficile.

R: Sì, molto difficile.

D: E' un gran libro.

R: Doloroso.